Bandiere con la stella solitaria che sventolano nel vento, il profumo inconfondibile dell’origano e della carne grigliata e il suono allegro delle chitarre e delle fisarmoniche. In questo fine settimana, dal 18 fino a domenica 20 settembre 2026, la collettività cilena in Italia si riunisce nelle principali piazze e parchi per celebrare il «Dieciocho», la ricorrenza delle Fiestas Patrias che commemora l’inizio del cammino verso l’indipendenza della Repubblica del Cile.
Feste campestri al Parco Forlanini di Milano e all’Eur di Roma
A Milano, nell’area verde del Parco Forlanini, e a Roma nei parchi dell’Eur, centinaia di famiglie cilene, affiancate da amici italiani e latinoamericani di ogni nazionalità, hanno allestito le tradizionali fondas e ramadas. Al centro dell’attenzione gastronomica ci sono le immancabili empanadas de pino (ripiene di carne macinata, cipolla stufata, uovo sodo e olive nere), il classico asado e la bevanda dolce mote con huesillo.
Ma il momento più atteso e applaudito è la gara di cueca: le coppie di ballerini in abito tradizionale — le donne con vestiti a fiori dalle ampie balze e gli uomini con stivali da huaso, gilet e fazzoletto bianco — danzano simulando con grazia e brio il rituale del corteggiamento.
«Festeggiare il Dieciocho in Italia non è solo nostalgia di casa, ma un atto d’amore e di testimonianza culturale: trasmettiamo ai nostri figli e nipoti la dignità della nostra storia, la musica di Violeta Parra e Víctor Jara, e la gioia dello stare insieme», racconta commosso Gonzalo, presidente del circolo culturale a Torino.
Le celebrazioni continueranno con concerti folcloristici e giochi tradizionali fino al tardo pomeriggio di domenica 20 settembre.
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